Otranto

Otranto, l’antica Hydrontus (dal fiumicello Idro - Hydruntum che sfocia nel porto), è l’estremo lembo orientale d’Italia.
Bagnata da un mare fecondo e generoso, offre ai visitatori suggestivi paesaggi, dalla baia degli Alimini a Porto Badisco, mitico approdo di Enea.
Tra cripte bizantine e palazzi moreschi, tra fortezze inespugnabili e palle di cannone (divenute ormai ornamenti dei cortili di antiche dimore), si consuma il ricordo di antiche vestigia e di indimenticati strazi; il tutto sotto la splendida cornice di un mare blu cobalto e di una luce calda e profonda come lo scirocco, fratello di Otranto, che ne consuma le torri e ne profuma i viali.
Ricca di chiese e monumenti, si divide tra il borgo antico, circondato da mura fortificate, e la città nuova.

I falchi sui pagliari
Non solo di mare è fatta la meraviglia di questa terra. Otranto è anche natura: tra il timo ed il ginepro scopriamo le orchidee e la gariga ed altri arbusti tipici della macchia mediterranea che contraddistinguonol'intero tratto di costa tra i laghi Alimini e Badisco. Ma anche la fauna è regina di questi posti. Numerose le specie osservabili in questa zona: dal falco pellegrino al falco della regina o alla poiana che qui nidifica; ma anche aironi, la garzetta e la folaga, l'alzavola ed il fischione o alcuni anfibi e rettili come il cervone, il colubro o le testuggini.

Otranto, la città del Martiri 
Otranto ha origini antichissime. Gia nel terzo secolo a.C. la città era porto Romano, utilizzato per i traffici con l’Oriente. Successivamente, nel corso dei secoli ed a causa della importante posizione strategica della città, Otranto fu oggetto di numerose e differenti dominazioni che lasciarono i loro tratti inconfondibili nella cultura e nel dialetto: normanni, bizantini, saraceni, aragonesi si succedettero nel corso dei secoli. Numerosi i monumenti che rendono unica la città: la Cattedrale dell’Annunziata in stile romanico-gotico consacrata nel 1088 che custodisce il meraviglioso pavimento a mosaico, vero tesoro della cattedrale con il caratteristico “albero della vita” sorretto da 2 elefanti e occupante tutta la navata centrale. Importante è anche l’edicola bizantina di San Pietro frutto dell’attività dei monaci italo-greci che lasciarono traccia del proprio passaggio anche in numerose cripte ipogee finemente affrescate (San Giovanni o Monte Sant’Angelo).