Giurdignano

Giurdignano è una splendida cittadina dalle antichissime origini. Luogo d’elezione dei monaci italo-greci che qui hanno lasciato preziose testimonianze, fu già colonia romana, come testimoniano i resti di una necropoli di età imperiale del II – III sec. d.C.. Luogo dalle ricche tradizioni popolari, è altresì una tra le più importanti sedi di ritrovamenti megalitici; numerosi sono infatti i dolmen ed i menhir presenti nella zona soprattutto in quello che viene chiamato “giardino megalitico”.
L’Abbazia di Centoporte è intimamente legata alla storia del monastero hydruntino di San Nicola de Casulis, importante centro della cultura italo greca, noto per l’importante biblioteca, tra le più ricche d’Europa. Dedicata agli SS. Martiri Cosma e Damiano, l’abbazia era detta “Delle Centoporte” per via del gran numero di finestre possedute dall’edificio. L’abbazia non fu mai del tutto completata e fu riutilizzata come nucleo di un complesso probabilmente monastico dal VII secolo in poi.

Giurdignano: le Tavole di San Giuseppe 
Le Tavole di San Giuseppe sono una antica tradizione di Giurdignano. Di origine medioevale, risentono dell’influsso della chiesa di rito greco che a Giurdignano ha a lungo operato ma sono anche contraddistinti da un’atmosfera di tipo bizantino-barocco che affascina il visitatore.
In occasione della festa di San Giuseppe, la sera del 18 marzo, si preparano delle tavole imbandite con pietanze tradizionali.
Interessante è lo svolgimento della cerimonia che comporta la produzione di tra grossi pani: uno con tre sfere, simbolo di Gesù bambino, uno con il rosario a simboleggiare la Vergine Maria ed uno con il bastone in onore di San Giuseppe.
I pani sono serviti ai commensali tra i quali la Madonna impersonata da una ragazza nubile ed il personaggio di San Giuseppe che, battendo per tre volte la forchetta sul tavolo, stabilisce il momento in cui i commensali devono smettere di mangiare ed iniziare una serie di preghiere; contemporaneamente, il padrone di casa introduce una nuova pietanza. Alla fine occorrerà mangiare tredici piatti per ogni Santo presente alla cerimonia. E’ questa una tra le più suggestive tradizioni del Salento, divenuta negli anni un simbolo di pace e solidarietà tra i popoli del mediterraneo.